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Niente sconti a Caino, grazie alla Lega non passa l’amnistia.

La Lega Nord ha bloccato l’approvazione di amnistia e indulto proposta appoggiata dall’opposizione e parte della maggioranza. Grazie alla fermezza del Carroccio il 12 gennaio 2006 l’idea di aprire le porte delle carceri è stata bloccata in Parlamento. La vittoria degli esponenti leghisti è arrivata dopo una lunga serie di discussioni e una due giorni di serrati dibattiti.
Il rischio è stato quello di mettere a piede libero oltre 18 mila detenuti che, con una manovra propagandistica, sarebbero usciti di cella.

Così la Lega è riuscita in due passaggi a bloccare sia l’amnistia (un provvedimento svuota carceri), che l’indulto (la riduzione di parte della pena). Ma se per la bocciatura dell’amnistia la posizione del Carroccio è stata fondamentale, sull’indulto la Cdl si è ritrovata compatta intorno posizioni leghiste votando contro il provvedimento e assestando un duro colpo all’opposizione che ha perso per quasi trenta voti. La Bocciatura dello “sconto” di un anno (applicabile a rapinatori, estorsori e usurai) non è stata scontata fin quando, di fronte alle insistenze della Lega anche i più possibilisti hanno dovuto desistere.

Solo il 27 dicembre, in occasione dell'approdo della discussione alla Camera, era stato promosso anche un corteo per le vie di Roma con presidio davanti a Montecitorio per sollecitare i deputati ad accelerare sull'approvazione del testo. Ma la convocazione è andata praticamente deserta con la maggior parte dei parlamentari, compresi molti dichiaratisi a favore della clemenza per i delinquenti. La Lega, chiaramente, non aveva neppure partecipato alla seduta, per lanciare un messaggio politico chiaro: il Carroccio sta con Abele.

Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima.

Umberto Bossi




 

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