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Cambiano in senso liberale i reati d’opinione: addio codice Rocco
Il testo elimina o riduce le pene detentive previste dal fascista codice Rocco. Nessuno potrà più essere perseguito per aver criticato il Capo dello Stato attribuendogli la responsibilità di misure prese dal governo. Per altri reati come il vilipendio alla bandiera la pena non sarà più la galera ma una multa di massimo 10 mila euro se l’offesa arriva durante una pubblica cerimonia. In qualunque caso, nei fatti di violenza si finirà dietro le sbarre. La legge, infatti introduce, in senso liberale un concetto come la libertà di parola e d’opinione che non deve mai travalicare la linea delle scelte politiche verso atti contro il patrimonio o le persone fisiche. Vengono contestualizzati nella società attuale reati che la dirigenza fascista riteneva pericolosi per il regime: La pena per attentato all'integrità della nazione, ad esempio, si riduce nella pena massima dall’ergastolo ai 10 anni. Nella nuova norma sono state apportate modifiche anche alla legge Mancino sul razzismo. Si prevede la possibilità di punire o con la reclusione, massimo un anno e mezzo o con la multa, la propaganda di idee a sfondo nazista sulla superiorità della razza o l’odio razziale ed etnico oppure si istiga a commettere atti di discriminazione per motivi di razza, etnici, religiosi. La reclusione da 6 mesi a 4 anni è prevista per chi istiga a commettere o commette violenze o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Sempre in materia di religione nella legge è inserita la tutela delle confessioni religiose che sostituisce quella fino ad oggi riservata alla sola religione dello Stato.
Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima.